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Le iniziative dell’Europa contro la pandemia. Uno degli argomenti più importanti e dibattuti, in questo periodo di emergenza sanitaria, riguarda cosa e quanto sta facendo e farà l’Unione europea a sostegno degli Stati

membri, dei sistemi sanitari, di cittadini e imprese, anche in termini di economia e difesa dei posti di lavoro. Partendo dalle imperdonabili dichiarazioni della Presidente Bce, Lagarde, alle rigide prese di posizione di Olanda e Germania, alle discussioni su Corona bond, Mes, Recovery Fund, ai tempi di erogazione degli aiuti: si può dire – ed è stato detto – tutto e il contrario di tutto. In questa sede vogliamo però appurare quali sono le misure concrete e più significative adottate materialmente dall’inizio dell’emergenza sanitaria, che troviamo indicate (e aggiornate allo scorso 24 aprile) nel sito della rappresentanza italiana della Commissione. I ministri delle finanze Ue hanno sospeso i limiti di spesa per i bilanci nazionali, quindi il disavanzo di bilancio può superare il 3% del Pil. Il 19 marzo la Commissione si è attivata per permettere ai Paesi membri di ricorrere alla flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato, per un’azione rapida ed efficace a sostegno di cittadini e imprese, soprattutto quelle piccole e medie. Il 22 marzo sono state approvate le misure dell’Italia per 50 milioni di euro per la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale. A fine marzo è arrivato il Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp) della Bce, 750 miliardi di euro destinati ad acquistare obbligazioni e titoli di Stato per fronteggiare eventuali gravi tensioni nei mercati finanziari. Il 2 aprile la Commissione europea ha proposto un sostegno diretto ai sistemi sanitari degli Stati membri con 3 miliardi di euro e la possibilità di contributi supplementari da parte degli stessi Stati e di soggetti privati. Il 2 aprile altra proposta: 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti ai governi garantiti dagli Stati membri (Sure) a supporto di lavoratori e aziende in difficoltà, in pratica un fondo comune di assicurazione per la disoccupazione. Dal 3 aprile, aumento delle possibilità di sostegno pubblico a ricerca, sperimentazione e produzione di prodotti importanti per combattere l’epidemia, proteggere i posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia. Il 14 aprile la Commissione ha approvato un sistema di aiuti previsto dall’Italia a favore di lavoratori autonomi e imprese con un massimo di 499 dipendenti danneggiati della pandemia. Nel corso del Consiglio europeo tenutosi il 23 aprile i capi di stato e di governo hanno approvato, su proposta dell’Eurogruppo, un insieme di misure per 540 miliardi – 100 dei quali per il Sure, 200 miliardi di liquidità della Banca europea di investimenti per le imprese e 240 per il Mes, il tanto discusso Meccanismo europeo di stabilità, detto anche Fondo salva Stati – e affidato alla Commissione l’incarico di delineare le peculiarità e la consistenza di un Recovery Fund (tra 1.000 e 2.000 miliardi), un’iniziativa della Francia ancora a livello embrionale: la presentazione dovrebbe esserci entro i primi giorni di maggio. Sono stati destinati 37 miliardi alla lotta contro il virus e ai sistemi sanitari, i lavoratori e le aziende colpite (fra 6 e 10 di questi miliardi arriveranno in Italia). Per sollecitare le banche a fornire liquidità a Pmi e imprese a media capitalizzazione, dal bilancio dell’Unione 1 miliardo di euro fungerà da garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti. Sarà predisposta la sospensione dei debiti ai debitori colpiti dalla crisi. La Commissione Ue ha proposto di estendere l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà alla sanità pubblica, in modo da poterlo impegnare in caso di necessità per gli Stati colpiti più duramente: nel 2020 saranno disponibili 800 milioni. Sempre per quest’anno sono disponibili anche 179 milioni di euro del Fondo di adeguamento alla globalizzazione, da utilizzare per aiutare i lavoratori autonomi e chi ha perso il lavoro. Ci sono, inoltre, altri 164 milioni da destinare a Start Up e imprese tecnologiche che progettino nuove iniziative per combattere la pandemia. Sono stati già attribuiti 47,5 milioni per la ricerca, la diagnosi e i trattamenti, impiegati in 18 progetti e 136 gruppi di ricerca in Europa e 90 milioni di euro sono stati stanziati per l’innovazione medica con l’industria farmaceutica (fonte:wallstreetitalia.com).

Non si può certo negare che le iniziative messe in campo siano numerose, rilevanti ed economicamente consistenti: diventa fondamentale, a questo punto, che le Istituzioni, le banche e tutti gli attori direttamente coinvolti assicurino la massima rapidità di esecuzione degli interventi ancora in fase di proposta e da approvare operativamente, se si vuole garantirne l’efficacia.

Dal Parlamento oltre 3 miliardi per il settore sanitario. Il Parlamento europeo ha approvato aiuti per poco più di 3 miliardi di euro, che andranno direttamente a sostenere i sistemi sanitari dei Paesi membri. Sarà così possibile acquistare forniture mediche, attrezzature per il trasporto di materiale medico e di pazienti nelle Regioni transfrontaliere, per finanziare il reclutamento di personale sanitario supplementare e aiutare nella costruzione di ospedali da campo mobili. L’iniziativa include inoltre dei fondi supplementari per finanziare i voli di rimpatrio (45 milioni) nell’ambito della protezione civile Ue per riunire le famiglie rimaste in Paesi terzi, per dotare di maggiori risorse il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. (fonte: Parlamento europeo)

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