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News dall’Italia

La riforma dell’IRPEF prende forma con un’aliquota in meno. L’accordo politico di massima (ancora in fase preliminare, mentre scriviamo) di riforma fiscale, da inserire nella Legge di bilancio 2022, si materializza con la cancellazione di uno scaglione di redditi e una delle aliquote IRPEF

(quella del 41%), che da 5 scendono a 4. Confermato lo stanziamento previsto, pari a 8 miliardi di euro. La proposta di riduzione degli scaglioni è la seguente: per i redditi fino a 15.000 euro, aliquota IRPEF 23%; per i redditi da 15.000 a 28.000 euro, aliquota IRPEF 25% (era 27%); per i redditi da 28.000 a 50.000 euro, aliquota IRPEF 35% (era 38%); per i redditi oltre 50.000 euro, aliquota IRPEF 43%. Altri interventi previsti: soglia della no tax area, taglio del cuneo fiscale, con la probabile scomparsa del bonus Renzi assorbito dalla riduzione delle aliquote IRPEF e taglio dell’IRAP, non ancora ben definito. Una volta raggiunta l’intesa tra i partiti, queste misure andranno a far parte della Legge di bilancio e saranno discusse in Senato e alla Camera, oppure approvate con un voto di fiducia.

Dall’Antitrust sanzione di 10 milioni per Apple e Google. Sono due le violazioni del Codice del consumo che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha accertato per Apple e Google: una per carenze informative e un’altra per pratiche commerciali aggressive relative all’acquisizione e l’utilizzo dei dati dei consumatori a fini commerciali. Alla chiusura delle due istruttorie nei confronti di entrambi i gruppi sono state applicate le sanzioni con l’importo massimo previsto, 10 milioni di euro. Partendo dal fatto che i due colossi informatici statunitensi basano la propria attività economica sull’offerta di una molteplicità di prodotti e di servizi connessi a Internet, tra i quali tecnologie per la pubblicità online, strumenti di ricerca, software, ecc. anche tramite la profilazione degli utenti e grazie ai loro dati, la conclusione è stata la seguente: il rapporto esistente tra le due società e gli utenti beneficia praticamente a costo zero dei dati che questi ultimi devono inevitabilmente comunicare (e cedere) utilizzando i loro servizi. Google e di Apple, dunque, anche senza cedere i dati dei consumatori a terzi, ne utilizzano direttamente il valore economico con un’attività promozionale per accrescere la vendita dei propri prodotti attraverso le proprie piattaforme commerciali (iTunes Store, Apple Books e App Store). Dagli accertamenti dell’Autorità garante è emerso che entrambe le società non hanno fornito informazioni chiare sull’acquisizione e l’uso dei dati degli utenti a fini commerciali. Rispetto alle pratiche aggressive, poi, anche se in maniera diversa, Apple e Google le utilizzano nel momento della creazione dell’account. Per la prima, l’attività promozionale si basa su un sistema di acquisizione del consenso all’uso dei dati a fini commerciali che non prevede per l’utente la possibilità di una scelta preventiva e manifestata sulla condivisione dei propri dati, e secondo l’Antitrust ciò impedisce l’esercizio della propria volontà. Per Google, invece, sempre in fase di creazione dell’account, l’accettazione dell’utilizzo dei propri dati è preimpostata, il che permette il trasferimento e l’uso dei dati stessi senza bisogno di altri passaggi, nei quali il consumatore potrebbe confermare o modificare la scelta preimpostata e che di fatto diventa obbligata. Superfluo dire che sarà presentato un ricorso contro la decisione dell’Autorità.

Da gennaio 2022 limite dimezzato per l’uso dei contanti. Per contrastare l’evasione fiscale, le attività illecite, i pagamenti in nero, e anche per incentivare l’utilizzo delle transazioni digitali, dal prossimo gennaio scende dagli attuali 2.000 euro a 1.000 il nuovo limite all’uso di denaro contante per i pagamenti tra persone fisiche o giuridiche di qualsiasi tipo o natura: donazioni, somme a favore di parenti, spesa in un negozio di elettronica, pagamento di un fornitore, fattura del dentista o anche un comune pagamento tra due privati. Non sarà vietato prelevare somme superiori dal proprio conto corrente, ma la banca potrebbe chiedere informazioni sulla destinazione, da indicare in autocertificazione compilando un apposito modulo. Se, invece, il prelievo lo effettua il titolare o rappresentante di un’azienda, l’Agenzia delle Entrate richiede la dimostrazione della destinazione e, ove ciò non avvenga, recupera a tassazione l’importo. La violazione della norma sul trasferimento di contante e di titoli al portatore comporta il pagamento di una sanzione da un minimo di 1.000 a un massimo di 5.000 euro per importi superiori a 250.000 euro. Per i prelievi oltre 10.000 euro in un mese, la banca è tenuta obbligatoriamente a inviare una segnalazione all’Unità di informazione finanziaria (UIF).

L’inflazione sale, per il Pil un vero exploit. L’Istat a ottobre ha rilevato un aumento del 3% dell’inflazione per il quarto mese consecutivo, sulla scia dei prezzi dell’energia, con un picco record che non si toccava dal +3,2% di settembre 2012. Oltre ai prezzi dei beni energetici sono saliti rispetto al mese precedente anche quelli dei servizi relativi ai trasporti, dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra un +0,9% su base mensile e +3,2% su base annua, mentre per l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati l’aumento è +0,6% su base mensile e +3% su base annua. Notizie assai positive arrivano dal Pil, soprattutto alla luce del tonfo causato dal Covid e le conseguenti chiusure: secondo le stime del Governo la crescita dovrebbe attestarsi al 6,1%, un risultato eccezionale che mancava da vent’anni. E una nuova importante spinta potrebbe fornirla la ripresa di tutte le attività con i fondi europei del Pnrr. Sempre che un repentino peggioramento delle recenti notizie sulla nuova e pericolosa variante del virus non faccia precipitare di nuovo nel baratro l’economia mondiale.

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