NEWS PRIMA PAGINA

News dall’Italia

Fatturazione elettronica, il nuovo tracciato slitta al 2021. L’obbligo di utilizzare il nuovo tracciato delle fatture elettroniche entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2021. Lo ha stabilito un Provvedimento del Direttore

delle Entrate del 20 aprile 2020, nel quale si legge che, in considerazione dell’emergenza sanitaria e accogliendo anche le istanze di operatori e associazioni di categoria, vengono modificati i termini di utilizzo della nuova versione delle specifiche tecniche approvate con il Provvedimento del 28 febbraio 2020. In particolare, dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020 il Sistema di Interscambio (SdI) accetterà fatture elettroniche e note di variazione predisposte sia con il nuovo schema, sia con quello attualmente in vigore nella versione approvata con il Provvedimento del 30 aprile 2018. A partire dal 1° gennaio 2021 il SdI accetterà esclusivamente fatture elettroniche e note di variazione predisposte con il nuovo schema. La fase sperimentale, nel corso della quale si potranno usare entrambi i tracciati, che sarebbe dovuta partire dal 4 maggio, è fissata al 1° ottobre, con l’obbligatorietà del nuovo tracciato al 1° gennaio 2021.

Quali servizi via e-mail o Pec. Per l’intera durata dell’emergenza  sanitaria l’Agenzia delle entrate ha predisposto procedure semplificate per chiedere, anche via e-mail o Pec, alcuni servizi di solito forniti presso gli sportelli dei propri uffici, tra i quali: dichiarazione di successione, codice fiscale e tessera sanitaria, rimborsi fiscali, abilitazione servizi telematici, richiesta certificati, ecc. Inoltre, ma questo accade anche senza alcuna emergenza, ci si si può avvalere dei servizi telematici Fisconline ed Entratel, ai quali si accede tramite le proprie credenziali. Per sapere quali servizi a livello nazionale e locale sono disponibili attualmente disponibili per posta elettronica ordinaria o certificata, basta visitare il portale dell’Agenzia e cliccare sui due link “Servizi essenziali in modalità semplificata” e “Siti regionali.

Abi, la circolare sui prestiti garantiti.  In un comunicato dello scorso 24 aprile, l’Associaziane bancaria italiana illustra l’ulteriore circolare alle banche sui finanziamenti fino a 25.000 euro garantiti al 100%, come previsto dal decreto legge 23/2020. L’Abi spiega che il finanziamento fino a 25.000 euro prevede esplicitamente che il rimborso non partirà prima che siano trascorsi 24 mesi dall’erogazione e che non può essere utilizzato per compensare alcun prestito preesistente, anche sotto forma di scoperto di conto corrente: una eventuale compensazione provocherebbe l’avvio del rimborso prima dei 24 mesi e la decadenza della garanzia.

La riscossione e i servizi a distanza. Nel corso della sua audizione presso le Commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera dei deputati, il Direttore dell’Agenzia delle entrate e Presidente di Agenzia delle entrate-Riscossione, Ruffini, ha ricordato che l’entrata in vigore del decreto Cura Italia e la conseguente sospensione delle attività della riscossione hanno determinato una chiusura temporanea dell’accesso al pubblico agli sportelli. In tale contesto AER ha assicurato l’operatività tramite i servizi online disponibili sul portale e sulla App, riguardo ai quali i cittadini, le aziende e i professionisti in possesso delle credenziali di accesso all’area riservata (Pin Agenzia delle Entrate o INPS, Carta nazionale servizi o Spid), possono: controllare la propria situazione debitoria; chiedere la rateizzazione fino a un massimo di 60.000 euro (attraverso il servizio “Rateizza adesso”); eseguire pagamenti attraverso la piattaforma PagoPa; sospendere la riscossione nei casi previsti; visualizzare tutti i documenti inviati, comprese le comunicazioni sulla definizione agevolata delle cartelle. Chi non è ancora registrato potrà comunque possibile effettuare pagamenti, contattare il Servizio contribuenti per chiedere assistenza o scaricare la modulistica relativa. Le richieste di rateizzazione per debiti anche superiori a 60.000 euro, del rimborso di somme versate in eccedenza tramite accredito sul proprio conto corrente e le dichiarazioni per la sospensione legale della riscossione (legge 228/2012), si possono inviare tramite posta elettronica. Gli stessi servizi online sono a disposizione degli intermediari fiscali che possono operare per conto dei propri assistiti accedendo all’area riservata “Equipro”. E’ disponibile anche un servizio di Faq sull’emergenza Covid-19 e le attività di assistenza a contribuenti e intermediari sono inoltre assicurate dal Contact center multicanale, che si può contattare da telefono fisso e da cellulare con il numero unico 06 0101, tutti i giorni 24 ore su 24 e tramite operatore, dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 18:00.

La cessione gratuita di farmaci a uso compassionevole. In un apposito paragrafo della circolare 9/E del 13 aprile 2020, l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti in merito al trattamento fiscale della cessione gratuita di farmaci a uso compassionevole da parte di esercenti attività d’impresa. Si tratta, in sostanza, dell’uso terapeutico di medicinali sottoposti a sperimentazione clinica, la cui fornitura avviene a titolo gratuito, per i quali non opera la presunzione di cessione (art. 1, DPR 441/1997). La disposizione discende dall’assenza di terapie efficaci a contrastare la diffusione dell’epidemia da corona virus, per cui ai pazienti vengono somministrati farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche nell’ambito di studi clinici o farmaci ancora in fase di sperimentazione e che rientrano nei programmi cosiddetti “di uso compassionevole”. L’obiettivo della norma è di “neutralizzare gli effetti fiscali delle cessioni di farmaci nell’ambito di programmi a uso compassionevole, equiparando ai fini IVA la cessione di detti farmaci alla loro distruzione ed escludendo la concorrenza del loro valore normale alla formazione dei ricavi ai fini delle imposte dirette”. Di conseguenza viene riconosciuto: 1) ai fini IVA, l’esercizio del diritto alla detrazione relativa all’acquisto anche in deroga ai  principi  generali; 2) ai fini delle imposte dirette, la deduzione dei costi sostenuti al momento del loro acquisto.

Desidero ricevere in abbonamento gratuito il vostro periodico FiscotoDay