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News dall’Italia

Convertito in legge il taglio del cuneo fiscale. La Camera lo scorso 31 marzo ha approvato in via definitiva il decreto legge 3/2020, con la conferma degli importi del bonus, dei requisiti e delle categorie di lavoratori destinatari.

E’ stata quindi convertita in legge la norma che contiene il taglio IRPEF al cuneo fiscale per il lavoro dipendente (che sostituisce l’ex bonus Renzi): la misura sarà operativa dal 1° luglio 2020 e per il 2021. Il bonus economico è riservato per intero ai titolari di redditi fino a 28.000 euro e per quest’anno sarà quindi pari a 600 euro (da luglio a dicembre), mentre per il 2021 ammonterà a 1.200 euro. Tra i destinatari ci sono i dipendenti che già percepivano il bonus Renzi (redditi fino a 26.600 euro) e quelli che ne erano invece esclusi, avendo redditi da 26.601 a 40.000 euro. Sono esclusi i cittadini con redditi esenti Irpef (fino ad 8.174 euro) e quelli che percepiscono altre misure di sostegno economico, come il reddito di cittadinanza.I lavoratori dipendenti con redditi da 8.174 fino a 28.000 euro si vedranno riconosciuto direttamente in busta paga l’importo pari a 100 euro al mese, mentre quelli con redditi superiori, fino alla soglia di 40.000 euro, beneficeranno di una nuova detrazione fiscale. Nel corso della conversione in legge ci sono state alcune modifiche: il riconoscimento è affidato ai sostituti di imposta, che sono tenuti a inserirlo automaticamente nello stipendio; il numero delle rate per la restituzione del trattamento integrativo eventualmente erogato in eccesso è stato raddoppiato, passando da quattro a otto; può essere oggetto di compensazione nel modello F24 il credito maturato per effetto dell’erogazione del trattamento e non quello erogato. Nel reddito di riferimento è compreso anche l’imponibile esente in caso di assunzione di docenti e di ricercatori e lavoratori rimpatriati dopo attività svolte all’estero: è invece escluso il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze.

Cumulabilità bonus asilo nido e acquisto di servizi di baby-sitting. L’INPS informa di aver ricevuto numerose richieste di chiarimento relative alla fruizione del bonus asilo nido per l’annualità 2020 erogate dall’Istituto anche per le mensilità interessate dalla sospensione dei sevizi educativi per l’infanzia a causa dell’emergenza sanitaria. La risposta è contenuta nel messaggio n. 14471/4/2020. Dopo aver ricordato che il Dl 18/2020 ha previsto, in alternativa alla fruizione del congedo parentale cosiddetto Covid-19, la possibilità di ottenere un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per le prestazioni di assistenza e sorveglianza dei minori effettuate dal 5 marzo 2020, l’INPS precisa che l’erogazione del bonus asilo nido avviene in base all’effettivo sostenimento dell’onere da parte del genitore richiedente, che è tenuto a presentare nei tempi previsti i documenti giustificativi della spesa, come le fatture dell’asilo, le ricevute di pagamento, ecc.; poiché non è richiesta anche la documentazione attestante l’effettiva frequenza del bambino presso l’asilo nido al quale è stato iscritto – come potrebbe accadere, ad esempio, nei periodi di malattia – ai fini dell’erogazione del bonus conta il pagamento della retta. Detto questo, secondo l’Istituto previdenziale non esiste alcuna incompatibilità con la concessione del bonus per l’acquisto dei voucher baby-sitting, che è infatti erogato mediante il Libretto Famiglia (art. 54-bis, decreto legge 50/2017) e costituisce la remunerazione del prestatore di lavoro occasionale che svolge assistenza e sorveglianza del minore nei periodi indicati al comma 1 dell’art. 23 del citato decreto 18/2020.

Detrazioni per interventi di efficienza energetica, ecco il sito Enea. E’ operativo il sito da utilizzare per trasmettere all’Enea i dati relativi agli interventi di efficienza energetica per cui spettano le detrazioni fiscali per Ecobonus, Bonus casa e Bonus facciate effettuati nel 2020 (detrazionifiscali.enea.it). Il sito è raggiungibile anche dalla home page del portale Enea. La scadenza per trasmettere i dati è di 90 giorni dalla data di fine lavori; per quelli già finiti nel 2020, prima del 25 marzo, il termine decorre da tale data. I dati da inviare sono: a) quelli relativi alle riqualificazioni energetiche del patrimonio edilizio esistente (incentivi del 50%, 65%, 70%, 75%,

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80% , 85%) e i dati bonus facciate (incentivi del 90%), da inserire nella sezione ecobonus; b) quelli per gli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili che usufruiscono del detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie da inserire nella sezione bonus casa.

Modelli Intra, rinviata la presentazione telematica. Con un comunicato del 20 marzo la direzione dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) ha annunciato la sospensione fino al 30 giugno del termine per la presentazione telematica degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (modelli Intra). La sospensione deriva dall’osservanza di quanto stabilito dall’art. 62, comma 1, primo periodo, del decreto legge 18/2020, in base al quale per i soggetti con il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. L’adempimento sospeso dovrà essere effettuato entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

Contributi previdenziali e assistenziali e sospensione per gli accertamenti. La circolare 37 del 12 marzo 2020 stabiliva che la quota a carico dei lavoratori, se trattenuta in busta paga dai datori di lavoro, doveva essere versata entro le scadenze legali e non era soggetta alla sospensione prevista dal decreto-legge 9/2020; il decreto legge 18 del 17 marzo 2020 modificava la circolare e la sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali coinvolgeva anche la quota a carico dei lavoratori dipendenti. Se non dovessero esserci ulteriori diverse disposizioni, si conferma l’obbligo di riversamento all’Istituto entro la data di ripresa dei versamenti in unica soluzione, senza sanzioni e interessi, o mediante rateizzazione fino a un massimo di cinque rate mensili dello stesso importo, senza applicazione di sanzioni e interessi a partire dal 1° giugno 2020. Con un nuovo messaggio l’INPS precisa che si deve ritenere sospeso anche il termine di tre mesi, che decorre dalla data di notifica, previsto per gli atti di accertamento in materia di ritenute previdenziali e assistenziali notificati prima dell’inizio dell’emergenza se ricadono in tale periodo: dalla fine del periodo di sospensione riprenderà a decorrere il termine di tre mesi per l’atto di accertamento già notificato. I soggetti destinatari della sospensione degli adempimenti e del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sono: – i datori di lavoro privati (anche di lavoro domestico, aziende del settore agricolo e con natura giuridica privata con dipendenti iscritti alla Gestione pubblica); i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoli); i committenti e i liberi professionisti obbligati alla Gestione separata.

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