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Proroga per spesometro, esterometro e liquidazioni periodiche IVA. Pubblicato  sulla Gazzetta Ufficiale del 5 marzo 2019 il decreto che proroga spesometro ed esterometro e marketplace.

La scadenza per la comunicazione di dati delle fatture spesometro, fissato per il 28 febbraio, è prorogato al 30 aprile 2019. Stessa scadenza per l’esterometro, riguardo ai dati delle operazioni dei mesi di gennaio e febbraio da tramettere all’Agenzia delle entrate. Per i dati delle liquidazioni periodiche IVA relativi al quarto trimestre 2018, la trasmissione si può fare entro il 10 aprile 2019.

Alle stelle le addizionali IRPEF. Sul sito www.finanze.gov.it sono stati pubblicati i dati rilevanti ai fini della determinazione dell’addizionale regionale all’IRPEF trasmessi dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. Dalle tabelle del Mef risulta che nessuna Regione ha aumentato le aliquote 2019, che la Sicilia primeggia nella riduzione dell’aliquota, che scende dall’1,50 all’1,23% e che la Sardegna ha introdotto una detrazione di 200 euro per i redditi più bassi, che cresce di 100 euro per ogni figlio disabile. Altre 9 regioni hanno deciso per un’aliquota unica e 10 hanno mantenuto le stesse misure previste a livello nazionale (tra queste, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Puglia). Dal raffronto tra le dichiarazioni dei redditi 2009 e quelle del 2018 emerge un aumento di 140 euro per l’addizionale regionale e di 70 euro per quella comunale.

Verifica e computer del professionista: la GdF può prelevare i dati. L’Ordinanza della Cassazione 6 marzo 2019, n. 6486, fornisce una interpretazione dei controlli secondo la quale, per acquisire i dati archiviati nel computer del professionista, non serve l’autorizzazione del Pm in caso di sua assenza e se il personale dello studio ha collaborato con i militari. L’innesco è fornito dal ricorso di un odontoiatra avverso gli avvisi di accertamento ricevuti dopo una verifica della Guardia di Finanza presso la sua abitazione, utilizzata anche come studio; assente il medico durante l’ispezione, il personale ha collaborato senza opporsi al salvataggio dei dati archiviati nel computer del professionista, che si è però visto respingere l’opposizione. Secondo gli Ermellini non è sostenibile l’apertura coattiva per la quale serve l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica o il non aver potuto opporre il segreto perché assente visto che i militari, per il salvataggio dei dati, hanno potuto contare sulla collaborazione del personale presente. Inoltre, la Suprema Corte afferma che in materia tributaria “le irritualità nell’acquisizione di elementi rilevanti ai fini dell’accertamento non comportano di per sé e in assenza di specifica previsione, la loro inutilizzabilità, salva l’ipotesi in cui vengano meno i diritti costituzionali”; quindi, anche se i dati fossero stati acquisiti irregolarmente, poiché nessuna norma costituzionale è stata violata, sono utilizzabili nel processo tributario. Nell’ordinanza si legge, infine, che le violazioni procedurali devono essere confutate al momento della stesura del verbale di constatazione, il che permette comprovare i rilievi anche a distanza di tempo.

Dichiarazione precompilata, il 730 è disponibile dal 15 aprile. Da questa data l’Agenzia delle entrate rende disponibile sul sito internet (www.agenziaentrate.gov.it) il 730/2019 precompilato. L’accesso può essere effettuato tramite: a) codice Pin, che può essere richiesto online, accedendo al sito internet dell’Agenzia e inserendo alcuni dati personali, o presso un ufficio territoriale presentando il modulo di richiesta con un documento di identità; b) identità Spid (Sistema pubblico d’identità digitale); Pin dispositivo rilasciato dall’Inps; Carta nazionale dei servizi. Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto, se presta assistenza fiscale, oppure avvalendosi di un Caf o di uno dei professionisti abilitati, consegnando al sostituto o all’intermediario un’apposita delega.

Rimborso IVA 2019, le condizioni necessarie. Martedì 30 aprile 2019 scadrà il termine per presentare la dichiarazione IVA 2019 relativa all’anno 2018. Il rimborso dell’IVA è subordinato all’osservanza di determinati requisiti, in assenza dei quali il relativo importo potrà soltanto essere portato a credito per l’anno successivo. Queste alcune delle condizioni previste: – effettuazione di operazioni non imponibili per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate; – acquisto o importazione di beni ammortizzabili, e anche di beni e servizi per studi e ricerche, limitatamente alla relativa imposta; – effettuazione in prevalenza di operazioni non soggette ad IVA (art. 7, DPR 633/1972); – nomina di un rappresentante fiscale.

Quota 100: presentazione delle domande di pensione e circolari applicative. È stato pubblicato il Dl 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 26/2019 (“Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”). Con le circolari n. 10 e n. 11 l’INPS ha fornito le istruzioni applicative per la pensione anticipata, quota 100, opzione donna, lavoratori precoci e altro. Nel messaggio 395/2019 l’Istituto spiega le modalità operative di presentazione delle relative domande tramite il servizio online “Domanda di pensione anzianità/anticipata quota 100”, che è accessibile con il Pin, ma anche presentando la domanda stessa a un patronato, agli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’INPS e utilizzando i servizi del Contact center.

INPS, allerta contro truffe online e richieste di dati sensibili. Occhio alle truffe. Rilevati nuovi tentativi di phishing tramite richieste di dati sensibili con invio di email, oltre che per telefono, l’Istituto ricorda che mai acquisisce via mail o telefonicamente coordinate bancarie o altri dati sensibili, e che l’unico link di accesso a informazioni, servizi e prestazioni, è www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx. Qualsiasi link difforme da quello citato è da ritenersi non valido. L’istituto segnala che alcuni cittadini hanno ricevuto una mail con la richiesta di aggiornamento delle proprie coordinate bancarie per ricevere un bonifico da INPS e con il link a un sito per effettuare la procedura e inserire i propri dati. Inoltre, un’altra segnalazione parla di una telefonata con la quale un finto operatore telefonico INPS chiedeva di conoscere i dati della propria posizione nell’ambito di soggetti di diritto privato (società o associazioni).

Lista paradisi fiscali 2019: approvato il nuovo aggiornamento. Ecco l’elenco. Aggiornamento lista dei paradisi fiscali: 15 giurisdizioni sotto controllo. Comunicato MEF sugli Emirati Arabi

Aggiornata la lista dei Paradisi fiscali che ora conta 15 giuridizioni. Si ricorda che la lista è nata nel dicembre 2017 e le giurisdizioni ricomprese sono soggette a una maggiore sorveglianza sia nazionale dei singole Paesi membri, sia comunitaria.  Come riportato sul Sole24ore n.71 del 13 marzo 2019 a pagina 2, i Paesi nella black list 2019 sono i seguenti:

• Aruba,

• Belize,

• Barbados

• Dominica,

• Emirati Arabi Uniti.

• Guam,

• Isole Bermuda,

• isole Fiji,

• isole Marshall,

• isole Vanuatu

• isole Vergini americane

• Samoa americane

• Samoa,

• sultanato di Oman

• Trinidad & Tobago.

Attualmente, altri paesi sono su una listacd grigia, in quanto impegnati a modificare la loro legislazione nazionale. Con un comunicato stampa (50 del 13.3.2019) il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito che in merito alle inesattezze riportate circa il ruolo giocato dall’Italia nella decisione unanime, presa dall’Ecofin martedì a Bruxelles, di includere gli Emirati Arabi nella nuova lista nera Ue dei paradisi fiscali, il Mef intende fare chiarezza precisando che:

• Gli EA hanno già predisposto la normativa necessaria per uscire dalla Lista nera ma non hanno ancora concluso il lungo iter per la sua adozione formale previsto dalla loro Costituzione federale.

• Richiamando le decisioni del Gruppo Codice di condotta sulla tassazione delle imprese circa la flessibilità da riconoscere per vincoli di natura costituzionale, l’Italia ha chiesto e ottenuto in sede Ecofin di modificarne le conclusioni. Queste ora prevedono che, una volta ratificata la modifica della rispettiva normativa, qualunque paese debba essere tempestivamente rivalutato e uscire dalla lista nera.

• Per questa ragione l’Italia ha ritirato la sua riserva e approvato la nuova lista nera Ue.

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