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Entro il 31 marzo il ravvedimento speciale per chi ha aderito al Cpb. Entro il 31 marzo le partite IVA che hanno aderito al concordato per sanare omissioni e irregolarità dal 2018 al 2022 (concordato preventivo biennale) hanno la possibilità di optare per il il ravvedimento speciale, la sanatoria introdotta per rendere più “gradito” il concordato, versando la prima rata o l’importo complessivamente dovuto in unica soluzione. I contribuenti

soggetti agli ISA che hanno aderito al Cpb non devono presentare alcuna domanda, basta versare gli importi dovuti. La base imponibile per calcolare l’imposta a debito è definito in base al punteggio ISA, tenendo conto della differenza tra il reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato in ciascun anno e l’incremento dello stesso nelle seguenti misure: il 5% per i soggetti con punteggio ISA pari a 10; il 10% per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 8 e inferiore a 10; il 20% per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 6 e inferiore a 8; il 30% per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 4 e inferiore a 6; il 40% per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 3 e inferiore a 4; il 50% per i soggetti con punteggio ISA inferiore a 3. Alla base imponibile forfetaria si applica la flat tax del: 10%, con punteggio ISA nel periodo d’imposta pari o superiore a 8; 12%, in caso di punteggio ISA da 6 a 7,99; 15%, con punteggio ISA inferiore a 6. Per gli anni 2020 e 2021, le imposte sostitutive dovute sono ridotte di un ulteriore 30%. Per l’IRAP, invece, la flat tax da applicare è dell 3,9%. In caso di opzione per il pagamento dilazionato, si può ripartire la somma dovuta in un massimo di 24 rate mensili di pari importo, maggiorate di interessi calcolati al tasso legale.

Il bonus cultura 2025. La Carta della cultura giovani e la Carta del merito sono due agevolazioni che permettono di ottenere un contributo complessivo di 1.000 euro: i requisiti previsti sono, rispettivamente, un valore Isee non superiore a 35.000 euro e un voto massimo del diploma. Per la Carta cultura Giovani il richiedente deve aver compiuto 18 anni nell’anno in corso, e essersi autenticato dopo la registrazione nella piattaforma cartegiovani.cultura.gov.it. utilizzando una carta d’identità elettronica o lo Spid. La Carta del Merito è legata al voto conseguito all’esame di maturità, che deve essere di 100/100, con o senza lode, in questo caso anche senza rispettare il requisiti Isee. Dopo essere state attivate nel portale indicato, le due Carte permettono di visualizzare il saldo delle spese effettuate, strettamente connesse alla fruizione della cultura, quindi i buoni spesa  possono essere utilizzati esclusivamente per l’acquisto, tra l’altro, di libri, ingressi a musei, gallerie e mostre, biglietti per cinema, teatro e spettacoli dal vivo, abbonamenti a quotidiani e periodici anche digitali,  corsi di musica, di teatro, di lingua straniera, ecc.

Nella CU 2025 anche i dati sui fringe benefit. La legge di bilancio 2024 (n. 213/2023) la previsto che non concorrono a formare il reddito entro il limite complessivo di 1.000 euro: il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, le somme loro erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche di acqua, luce e gas, delle spese per l’affitto della prima casa o per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa. Tale limite di 1.000 euro è elevato a 2.000 euro per i dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti e i figli adottivi o affidati, fiscalmente a carico. Nel modello di Certificazione Unica 2025 dovranno quindi essere riportati anche i dati sui fringe benefit riconosciuti al lavoratore nel corso del 2024, differenziando i valori da indicare all’interno dei campi dedicati per i fringe benefit fino a 1.000 e 2.000 euro, per quelli costituiti da contribuzione alle forme pensionistiche complementari, da contribuzione a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, ecc. 

Chat Whatsapp nel processo tributario, validi se verificabili provenienza e affidabilità Nel caso oggetto della sentenza n. 105/01/21 della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia l’Amministrazione finanziaria che contestava la detraibilità dell’IVA per operazioni oggettivamente inesistenti a una società in seguito dichiarata fallita. L’avviso di accertamento era stato notificato anche a una persona fisica che era l’amministratore di fatto della società, situazione confermata da alcuni messaggi whatsapp scambiati con gli uffici della società e con i clienti per fissare le modalità di consegna e il pagamento di alcune fatture. Il contribuente contestava l’utilizzo delle chat Whatsapp riportate in un Pvc perché prive di attestazione di conformità di un notaio o di altro pubblico ufficiale rispetto ai testi originali presenti nel dispositivo elettronico di provenienza. In questo caso la CTP accoglieva il ricorso e annullava l’atto impugnato in quanto le chat in questione non possono essere fonte di prova in sede contenziosa perché non può esserne accertata la veridicità senza un’estrazione controllata e certificata dal supporto informatico. La conferma di ciò è attestata  dall’ordinanza 1254/2025, con la quale la Corte di Cassazione ha riconosciuto la valenza probatoria dei messaggi Whatsapp nei giudizi civili: sono utilizzabili se è possibile verificarne provenienza e affidabilità. I messaggi salvati sulla memoria di un telefono cellulare sono da considerarsi prove documentali e possono essere legittimamente acquisiti tramite riproduzione fotografica, purché ne sia verificabile la provenienza e l’affidabilità. Sono, infatti, documenti elettronici che rappresentano atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti, inclusi tra le prove documentali riconosciute dal nostro ordinamento pur non essendo firmati e rientrano tra le riproduzioni informatiche previste dall’articolo 2712 del Codice civile.

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