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Semaforo verde per il Recovery Plan. Con l’accettazione da parte di Polonia e Ungheria del meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto, è stato finalmente rimosso il veto posto dai due Paesi che bloccava il bilancio europeo e il progetto Next Generation Eu. Anche grazie al grande impegno

della Cancelliera tedesca Angela Merkel (riconosciuto dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen), nel corso del vertice del Consiglio Ue del 10 e 11 dicembre è stato finalmente approvato il Recovery Fund, che partirà quindi come da programma il primo gennaio 2021. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha dichiarato che “Ora possiamo cominciare con l’attuazione e la ricostruzione delle nostre economie. Il nostro monumentale pacchetto di ripresa guiderà la transizione verde e digitale”. Gli aiuti economici ammontano complessivamente a 750 miliardi, 209 dei quali sono destinati all’Italia.

Vaccini anti Covid, modificata la direttiva per l’IVA agevolata. Con la direttiva del 7 dicembre 2020 – in vigore dal 12 dicembre e fino al 31 dicembre 2022 – il Consiglio Ue ha disposto agevolazioni IVA per i vaccini contro il Covid-19. E’ stato necessario modificare la direttiva 2006/112/CE (con l’aggiunta dell’art. 129-bis) per le disposizioni transitorie relative all’IVA applicabile ai vaccini ed ai dispositivi medico-diagnostici in vitro. La modifica introdotta permette ai Paesi membri: 1) di applicare un’aliquota ridotta alla fornitura di dispositivi medico-diagnostici in vitro del Covid-19 e ai servizi strettamente connessi a tali dispositivi; 2) di concedere un’esenzione con diritto a detrazione dell’IVA versata nella fase precedente per la fornitura di dispositivi medico-diagnostici in vitro e per i servizi strettamente connessi a tali dispositivi. Possono fruire dell’esenzione solo i vaccini autorizzati dalla Commissione o dagli Stati membri. Il fine dichiarato è di rendere più accessibili i costi della fornitura dei vaccini. Gli Stati membri che decidono di ricorrere alla direttiva devono comunicarlo alla Commissione indicando il testo delle disposizioni di diritto interno adottate nel settore entro due mesi dalla loro adozione.

Pandemia e pagamenti, aumentano quelli digitali. Da un’indagine della Banca centrale europea sui pagamenti digitali nell’area euro risulta emerge un collegamento diretto tra l’emergenza sanitaria e un minor uso di denaro contante, che comunque si conferma la modalità di pagamento più utilizzata anche nel 2019 nell’area dell’euro. Dalla comparazione dei dati con lo studio precedente, del 2016, risulta che lo scorso anno i consumatori adulti hanno pagato in contanti il 73% dei loro pagamenti al dettaglio nei punti vendita e da persona a persona (erano il 79% nel 2016), mentre nello stesso periodo è salito dal 19% al 24% l’utilizzo delle carte per le transazioni al dettaglio di persona. Per il 49% degli acquisti online è stata usata una carta, per il 40% delle fatture l’addebito diretto e per il 20% un bonifico. La ricerca è stata integrata con un’analisi volta a capire gli effetti della pandemia sulle abitudini di pagamento dei consumatori europei e quattro intervistati su dieci hanno detto di aver utilizzato il contante meno spesso dall’inizio dell’emergenza sanitaria “Benché la maggior parte dei consumatori preveda di continuare a usare di meno il contante anche dopo la pandemia, l’impatto a lungo termine sulle abitudini di pagamento è ancora incerto”.

Operatore economico autorizzato e assenza di violazioni. Ai fini dell’ottenimento dello status di operatore economico autorizzato (AEO), con il Regolamento di esecuzione n. 1727/2020 – che modifica l’art. 24 del Regolamento (UE) 2015/2447 – la Commissione europea ha stabilito il criterio per ritenere adempiuto il requisito dell’assenza di violazioni gravi o ripetute della normativa doganale e fiscale, compresa l’assenza di trascorsi di reati gravi in relazione all’attività economica del richiedente. Il criterio in questione si considerato soddisfatto se: a) non è stata adottata alcuna decisione da parte di un’autorità amministrativa o giudiziaria che concluda che non siano state commesse, negli ultimi tre anni, violazioni gravi o ripetute della normativa doganale o fiscale in relazione alla propria attività economica; b) nessuna delle seguenti persone ha precedenti di reati gravi in relazione alla propria attività economica compresa, se del caso, l’attività economica del richiedente: il richiedente, il dipendente o i dipendenti responsabili delle questioni doganali del richiedente e la persona o le persone responsabili del richiedente o che esercitano il controllo sulla sua gestione.

Occupazione e Pil in aumento. Eurostat rende noto che nel terzo trimestre 2020 l’occupazione nell’Unione europea registra un aumento dell’1% rispetto al precedente -2,9%. Gli effetti della pandemia impattano negativamente sull’occupazione giovanile: il tasso medio dei giovani occupati scende dal 33,3% al 31,2%, con la Slovenia in coda all’elenco (-8,1%), seguita dall’Irlanda (-6,5%).

Sempre nel terzo trimestre, il Pil della zona euro risulta il salita del 12,5%, con una flessione del 4,3% su base annua.

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