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L’intervento della Presidente Von der Leyen. Nell’apprezzato messaggio in lingua italiana della presidente della Commissione Ue viene assicurato un sostegno a 360 gradi, che ha promesso “Più liquidità, più flessibilità sui conti e sulle regole

degli aiuti di Stato”, ovvero il sostegno sperato dall’Italia. La Presidente ha poi dichiarato che saranno usati tutti i mezzi a disposizione per assicurare “che l’economia europea sosterrà questa tempesta”. La Commissione propone di creare un fondo da 25 miliardi destinato ai sistemi sanitari, all’occupazione e alle piccole e medie imprese. Gli obiettivi dichiarati sono proteggere la salute dei cittadini e ridare respiro all’economia. Alla fine del vertice straordinario a 27 in videoconferenza, ha annunciato: “Proporrò a Parlamento e Consiglio di liberare 7,5 miliardi di euro di liquidità dai fondi Ue, che faranno da leva per ottenere la massima capacità del nuovo fondo. Per sostenere i Paesi ci assicureremo che gli aiuti di stato arrivino alle aziende che ne hanno bisogno, e faremo pieno uso della flessibilità del Patto”. Queste dichiarazioni confermano quanto già dichiarato dal Vicepresidente della Commissione Dombrovskis, affermando che l’Unione è pronta a sostenere l’Italia e gli Italiani con ogni mezzo, anche perché all’orizzonte si profila lo spettro della recessione che potrebbe colpire, insieme al nostro Paese, anche l’intera Europa. Ma in questo momento si registra anche la grave gaffe sull’Italia della Presidente della Bce, Lagarde, (“…non è compito della Bce ridurre gli spread…”), che cerca frettolosamente di recuperare in una intervista concessa subito dopo. Questa la pronta replica del nostro Presidente, Mattarella: “L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione.”

L’emergenza sanitaria e la situazione economica. Tutti i Paesi dell’eurozona stanno cercando soluzioni a sostegno dell’economia, duramente colpita dall’emergenza drammatica innescata dalla pandemia da Covid-19. Una riunione dei Ministri delle Finanze ha evidenziato tanto la necessità di un‘analisi specifica dalla situazione contingente, quanto le diversità esistenti fra le varie posizioni. E’ innegabile che gli effetti dell’epidemia si stanno riversando sull’economia mondiale, a fronte di una evoluzione sanitaria e temporale non determinabile. E’ stato ribadito che le regole di bilancio consentono una deroga dagli obiettivi di finanza pubblica ai Paesi in difficoltà e sono allo studio misure concrete per aiutare l’economia, finanziarie, di bilancio e strutturali, che saranno sul tavolo nella riunione fissata per i prossimi giorni. Mentre scriviamo si sta lavorando per mettere a punto le misure, con la Commissione europea pronta a proporre una sospensione del Patto di stabilità e il superamento dei limiti del disavanzo, per permettere ai Governi di spendere quanto sarà necessario per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

Il nuovo piano per l’economia circolare. La Commissione europea ha presentato il nuovo piano d’azione per progettare e produrre un’economia circolare (“Circular Economy Action Plan”), per garantire che le risorse utilizzate vengano “custodite” nell’economia dell’Unione il più a lungo possibile. Attualmente soltanto il 12% di materie prime e risorse secondarie vengono riportate nell’economia, che continua a essere per lo più lineare. Il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, Timmermans, ha dichiarato che con questo piano vengono avviate azioni per autorizzare i consumatori a fare scelte sostenibili a vantaggio proprio e dell’ambiente e per trasformare il modo in cui vengono realizzati i prodotti, visto che molti non possono ancora essere riutilizzati, riparati o riciclati. L’obiettivo finale è ridurre il consumo e abbandonare l’usa e getta nel prossimo decennio, raddoppiando il tasso di riutilizzo dei materiali, in modo da rendere l’Europa climaticamente neutrale entro la data prevista, il 2050. Secondo le stime, l’applicazione delle misure di economia circolare potranno far crescere il Pil comunitario dello 0,5% entro il 2030, con la creazione di circa 700.000 nuovi posti di lavoro. Tra le misure inserite nel nuovo piano d’azione per l’economia circolare, un’azione legislativa sul prodotto sostenibile al fine di ampliare l’attuale direttiva sulla progettazione ecocompatibile e il miglioramento di durata, riusabilità e riparabilità dei prodotti. A tutela dell’interesse dei consumatori, la Commissione lavorerà per creare entro il 2021 un diritto alla riparazione (Right to Repair) per migliorare la riparabilità dei prodotti. Inserite nel nuovo piano anche misure perché nei punti vendita vengano fornite ai consumatori informazioni più affidabili sui beni, come la durata e le prestazioni ambientali. Iniziative reali e concrete coinvolgeranno 7 settori dell’economia europea: alimentazione, elettronica e ICT, edilizia, batterie e veicoli, imballaggi, materie plastiche e tessile.

Revisionata la direttiva sulla qualità dell’acqua potabile. Alla fine del 2019, i rappresentanti dell’Europarlamento, della Commissione europea e del Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo sulla revisione della direttiva sulla qualità dell’acqua potabile, che prevede limiti più rigidi sulla presenza di sostanze pericolose come il crono e il piombo e, per la prima volta, altri limiti anche per gli inquinanti industriali che nel corpo umano causano danni al sistema immunitario, ai processi ormonali, alla tiroide e al metabolismo.

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