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News dall’Europa

Più diritti per i consumatori. Acquisto di beni tangibili e digitali nel mondo in rete e nei negozi: il Parlamento europeo ha approvato due Direttive che consolidano i diritti dei consumatori a ricevere un indennizzo nel caso in cui un prodotto acquistato

si riveli difettoso. Riguardo la vendita di contenuti digitali – musica, app, giochi, ecc. – sono diversi gli Stati membri privi di una normativa ad hoc, il che complica la vita dei consumatori. Le nuove norme definiscono come contratti digitali sia gli abbonamenti (a un servizio streaming di musica), sia gli acquisti una tantum (giochi sui cellulari). Oltre che nei casi di pagamento in denaro, il consumatore ora è protetto anche quando,  come nei casi dei social network, il pagamento consiste nel fornire i dati personali. Il consumatore ha diritto a una riduzione del prezzo o al rimborso entro 14 giorni, se il problema non viene rimosso in tempi ragionevoli. Se si acquista un prodotto che include un software, come un elettrodomestico smart, l’acquisto è protetto dalle nuove norme contenute nella Direttiva sulla vendita dei beni, che riguardano la vendita attraverso canali online e offline e comprendono tutti i prodotti tangibili in commercio nella Ue. Se il prodotto è difettoso i consumatori europei hanno il diritto di rivolgersi al venditore nei primi due anni dall’acquisto, qualunque sia la natura del bene. Altra novità: raddoppia il tempo limite entro il quale l’acquirente è libero dall’onere della prova, per cui chi riscontra un difetto del bene a un anno dalla consegna non è obbligato a provare che fosse già difettoso. Gli Stati membri hanno due anni di tempo per il recepimento delle due Direttive nella loro legislazione nazionale.

Un impegno per un’Europa senza barriere architettoniche.Un sesto delle persone che vivono nei Paesi dell’Unione europea sono affette da disabilità più o meno gravi. Si parla di 80 milioni di donne e uomini, con un tasso di povertà superiore del 70% rispetto alla media europea, che spesso non possono partecipare come tutti gli altri alla vita sociale ed economica. In questo contesto viene definita una strategia di comunicazione, rivolta a rafforzare la posizione di questi cittadini, che si basa su quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dei disabili (Uncrpd), integrando la strategia Ue per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (Europa 2020) e la Carta dei diritti fondamentali del Trattato di Lisbona. Tale strategia identifica alcuni settori per l’esecuzione di azioni congiunte tra l’Unione europea e i paesi che la compongono: l’accessibilità, perché le persone con disabilità abbiano accesso a beni, servizi e dispositivi di assistenza; la partecipazione, al fine di garantire la possibilità di esercitare i diritti fondamentali derivanti dalla cittadinanza europea; l’attuazione di politiche che promuovano l’uguaglianza a livello europeo e nazionale; un aumento del numero di lavoratori disabili e una migliore accessibilità ai posti di lavoro; la possibilità di fruire di un sistema di istruzione accessibile e di programmi di apprendimento permanente. I fondi strutturali europei e le misure nazionali adottate dai Paesi membri possono essere utilizzati per assicurare una ampia protezione sociale, compreso l’accesso ai servizi e alle strutture sanitarie.

Matrimonio, per le foto l’IVA al 10%. Secondo una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea l’aliquota IVA al 10% per le opere con carattere artistico è applicabile alla cessione di ritratti fotografici e alle foto dei matrimoni. L’imposta ridotta era stata applicata su tali servizi da una società francese, in considerazione del carattere artistico delle foto, ma il fisco transalpino aveva recuperato a tassazione la differenza con l’aliquota ordinaria in base ai criteri elencati in una circolare applicativa della normativa francese emanata ai fini della valutazione, caso per caso, dell’Amministrazione finanziaria. Nel caso in questione si ritiene che il carattere artistico di una foto venga fornito da un evidente intento creativo dell’autore e che debba avere un interesse per qualsiasi tipo di pubblico; inoltre, secondo la normativa alcune fotografie di eventi familiari, come i matrimoni, non hanno carattere artistico ma non si esclude che possano averlo eccezionalmente. La querelle è arrivata fino alla Corte Europea, che ha chiarito come l’applicazione di tali criteri non permette di individuare con precisione quali fotografie hanno carattere artistico, evidenziando inoltre che una norma nazionale che delimiti in base a criteri di questo tipo l’applicazione dell’IVA ridotta per le foto artistiche è in grado di “ledere il principio di neutralità fiscale”. La Corte europea ha quindi sentenziato che, stante l’assenza di criteri oggettivi, chiari e precisi, atti a evitare di ledere il principio di neutralità fiscale, le foto del matrimonio possono essere ricomprese tra le opere a carattere artistico, e quindi assoggettabili all’aliquota IVA del 10%.

Agenzia delle Dogane e Brexit, pubblicate le linee guida. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, al di là del fatto che avvenga con o senza accordi, comunque genera dubbi e incertezze per gli operatori economici che lavorano nell’import-export. Dopo la nota dello scorso mese di marzo, con la quale l’Agenzia delle Dogane aveva fornito indicazioni su una serie di documenti-guida relativi a questioni di carattere doganale e fiscale collegate alla Brexit – che sono state pubblicate dalla Commissione Europea sul proprio sito – con una nota del 24 settembre 2019 l’Agenzia ha pubblicato le linee guida per gli “Scenari economici per l’esportazione legati al recesso del Regno Unito” e gli “Scenari economici per il transito legati al recesso del Regno Unito”.

Dall’Agenzia per l’ambiente l’allarme caldo e siccità. Dagli scenari futuri delineati in un rapporto dell’Agenzia Ue per l’ambiente (Eea), frutto di un’analisi sulle ricadute socio-economiche dell’innalzamento delle temperature sull’agricoltura europea, emerge che i fenomeni derivanti dal riscaldamento globale come l’aumento del caldo e della siccità potrebbero portare l’Italia e essere il Paese europeo più colpito dalla perdita di valore dei propri terreni agricoli. Secondo gli esperti, in assenza di interventi correttivi la perdita di valore potrebbe essere quantificata da 58 a 120 miliardi di euro entro il 2100. Si prevedono anche un calo dei redditi per i lavoratori nel settore agroalimentare fino al 16% entro il 2050, l’aumento della domanda di acqua per l’irrigazione dal 4 al 18% e la svalutazione dei terreni coltivabili fino all’80% nell’Europa meridionale entro il 2100. Inoltre, le temperature più calde – soprattutto le minime più elevate in inverno – e la siccità possono aumentare le infestazioni da parassiti. Coldiretti evidenzia che negli ultimi 10 anni in Italia gli effetti dei cambiamenti climatici hanno provocato oltre 14 miliardi tra perdite della produzione agricola e danni a strutture e infrastrutture nelle campagne

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