FISCALITA

Asili nido pubblici e privati e supporto a domicilio, il bonus INPS 2022

Nell’ambito degli interventi a sostegno del reddito delle famiglie, la legge di bilancio per il 2022 (n. 238/2021), integrando e modificando precedenti provvedimenti normativi, ha confermato l’erogazione di un contributo in favore dei genitori di bambini nati, adottati o affidati fino a tre anni d’età, compiuti tra gennaio e agosto 2022:

– per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (dall’Ente locale competente, che ha verificato il rispetto di tutti i requisiti: strutturali, igienicosanitari, pedagogici, ecc.);

– per l’utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione per i bambini che non possono frequentare l’asilo perché affetti da gravi patologie croniche.

Con il messaggio n. 925 dello scorso 25 febbraio l’INPS rende noto che sono online i requisiti, gli importi spettanti, le procedure per l’inserimento della domanda e la consultazione della pratica. Il contributo non è stato eliminato con l’istituzione dell’assegno unico e universale per i figli a carico (D.lgs. 230/2021).

La legge di bilancio ha aumentato lo stanziamento di 12,8 milioni di euro annui a partire dall’anno in corso, portando il budget disponibile da 541 a 553,8 milioni di euro.

Presentazione della domanda

Deve essere presentata dal genitore o dall’affidatario del minore che sostiene l’onere del pagamento e deve contenere l’indicazione dei mesi relativi ai periodi di frequenza scolastica compresi tra gennaio e dicembre 2022 fino a un massimo di 11. La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato, che alla data di presentazione della domanda sia in possesso dei seguenti requisiti: cittadinanza italiana; cittadinanza Ue; permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo; carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea (art. 10, D.lgs. 30/2007); carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza Ue (art. 17, D.lgs. 30/2007); status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria; residenza in Italia;

Il contributo viene erogato a fronte della presentazione della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle singole rette e non può superare la spesa effettivamente sostenuta: sono esclusi i servizi integrativi come il pre-scuola, gli spazi gioco, le ludoteche, ecc. Le ricevute dei pagamenti non presentate con la domanda devono essere allegate non oltre il 1° aprile 2023. Per ogni mensilità prenotata in fase di allegazione dell’attestato di pagamento, il genitore potrà autocertificare l’importo richiesto in appositi campi della procedura; il valore da inserire deve includere l’importo della retta mensile, l’eventuale quota di spesa sostenuta per la fornitura dei pasti e l’imposta di bollo di 2 euro.

La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali: sito web dell’Istituto, www.inps.it (“Bonus asilo nido e supporto domiciliare – Domanda”); Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, o il numero 06 164.164, dal cellulare a pagamento; tramite i patronati, gratuitamente.

Nella domanda si deve indicare di quale dei due benefici si intende fruire: in caso di più figli va presentata una domanda per ognuno. Per chi ha già presentato la domanda nel 2021 ed è disponibile la documentazione di spesa per almeno uno dei mesi compresi tra settembre e dicembre 2021, è disponibile in procedura la domanda per il 2022 precompilata, i cui dati possono essere confermati o modificati.

Gli importi in base all’ISEE

Dal 2020 l’importo del contributo è stato incrementato (legge 160/2019) in base all’ISEE minorenni relativo al minore per cui si chiede la prestazione, ed è pari a:

• un massimo di 3.000 euro, con ISEE fino a 25.000 euro (importo massimo mensile erogabile 272,72 euro per 11 mensilità);

• un massimo di 2.500 euro, con ISEE da 25.001 a 40.000 euro (importo massimo erogabile 227,27 euro per 11 mensilità);

• un massimo di 1.500 euro, con ISEE superiore a 40.000 euro (importo massimo mensile erogabile 136,37 per 11 mensilità), oppure in assenza di ISEE o nei casi di omissioni e/o difformità dei dati del patrimonio mobiliare e/o dei dati reddituali autodichiarati e di ISEE discordante.

In questi ultimi casi o se richiesto dal genitore che non fa parte del nucleo familiare del minore, il contributo viene erogato ratealmente in misura complessiva non superiore a 1.500 euro annui (136,37 euro mensili). In caso di successiva presentazione di un ISEE minorenni valido, dalla data di attestazione dello stesso l’importo sarà maggiorato, ma senza conguagli per le rate precedenti.

Per i bambini che compiono 3 anni nel corso dell’anno si può chiedere il rimborso delle mensilità comprese tra gennaio e agosto.

Il contributo per il supporto domiciliare

In questi casi il genitore richiedente – che deve avere la stessa residenza del figlio – insieme alla domanda deve presentare un’attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta che dichiari per l’intero anno di riferimento l’impossibilità del bambino a frequentare l’asilo nido a causa di una grave patologia cronica.

Il beneficio per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato con gli stessi importi del bonus per asili nido ma in unica soluzione, direttamente al genitore richiedente fino all’importo massimo concedibile, prendendo a riferimento l’ISEE minorenni valido l’ultimo giorno del mese precedente a quello di presentazione della domanda.

Modalità di pagamento

L’INPS corrisponde il bonus secondo quanto indicato nella domanda: bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con iban, conto corrente estero Area Sepa. In caso di pagamento su iban estero deve essere allegato un documento di identità del beneficiario della prestazione e il modulo di identificazione finanziaria (modulo “MV70”, reperibile sul sito dell’INPS) timbrato e firmato da un rappresentante della banca estera o corredato di un estratto conto, nel quale siano oscurati i dati contabili, o da una dichiarazione della banca emittente con il codice iban e i dati identificativi del titolare del conto corrente.

Se il richiedente risulta irreperibile negli archivi dell’Istituto il pagamento viene impedito e la rata eventualmente spettante viene messa in stato “contestata”, situazione che è comunicata al destinatario tramite e-mail e sms.

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